La necessità di rispettare le regole dell'attività agrituristica si fa virtù nella nostra cucina: usiamo il più possibile i nostri prodotti e, dove non possiamo, cerchiamo di selezionare quelli di migliore qualità della zona.
E ancora, necessità e virtù si sposano in cucina seguendo lo scorrere delle stagioni; utilizzando anche tutto quello che la terra offre senza che glielo si chieda (come erbe e frutti spontanei), sin dalla prima colazione.
Necessità e virtù incontrano, dunque, la nostra proposta gastronomica:
recuperiamo le versioni più attendibili di ricette della tradizione romana e locale attraverso testimonianze dirette raccolte sul campo;
adottiamo i piatti regionali che ci attraggono e che, allo stesso tempo, ci permettono di impiegare le materie prime disponibili al momento;
introduciamo varianti che prevedono l'uso di erbe aromatiche e, soprattutto, di spezie, provando a scoprire e ad amplificare sapori per contrasto.
Così, cerchiamo di proporre una cucina saporita, saporita nel senso di ben miscelata, variata, genuina, sorprendente. Questo utilizzando prima di tutto gli ingredienti più "veri" possibile. In questo senso, allora, facciamo di questi versi di Orazio la nostra bandiera culinaria:
"Nec sibi cenarum quivis temere arroget artem
non prius exacta tenui ratione saporum"
ossia
"E nessuno presuma a cuor leggero
di far sua l'arte gastronomica,
se prima non ha sviscerato
la sottile scienza del gusto"
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